Riccardo Fraccaro BLOG

Comun General, limiti imposti dal governo provinciale. M5S al lavoro per dare ai ladini più autonomia locale

In riferimento alle recenti dichiarazioni degli esponenti della UAL alla stampa e in vista dell’approvazione in terza e ultima lettura alla Camera dei Deputati delle modifiche statutarie per la tutela della minoranza linguistica ladina ritengo opportuno ribadire quanto affermato l’estate scorsa in Parlamento, auspicando al contempo un maggior coinvolgimento popolare nelle decisioni che riguardano la comunità ladina trentina.

L’integrazione all’articolo 102 dello Statuto di autonomia sancisce l’esistenza del Comun General de Fascia, ente sovracomunale costituito nel territorio coincidente con quello dei Comuni ove è insediato il gruppo linguistico ladino-dolomitico della Val di Fassa. A tale ente la Regione e la Provincia di Trento possono attribuire, trasferire o delegare funzioni amministrative, compiti o attività proprie, che siano rilevanti per la valorizzazione della minoranza linguistica ladina. L’intento del legislatore – e l’interpretazione letterale del testo di legge lo conferma oltre ogni ragionevole dubbio –, non è pertanto quello di svuotare di competenze i comuni storici della val di Fassa, come vorrebbero far credere gli esponenti della UAL, bensì esclusivamente quello di riconoscere l’esistenza di un ente per la valorizzazione della minoranza linguistica ladina. L’integrazione non pregiudica l’esercizio delle funzioni proprie dei singoli comuni, ma fornisce ai comuni uno strumento per la salvaguardia della loro identità.

Questa discussione offre, tuttavia, l’occasione per affrontare le criticità connesse alle modalità istitutive del Comun General e alle prospettive future della comunità ladina sotto il profilo politico e amministrativo, anche in una logica sovraprovinciale. L’ente sovracomunale ladino e le comunità di valle, sono state create su impulso della provincia autonoma di Trento per riformare e rilanciare l’azione dei comprensori. Il Comun General, quindi, non è l’esito di un processo di fusione ai sensi dall’art.133 della Costituzione e del testo unico dell’ordinamento regionale dei comuni e, di conseguenza, con buona pace della UAL, non può esercitare le funzioni che per legge sono assegnate ai comuni. Può esercitare solo quelle delegate dalla Provincia. A riguardo, va inoltre sottolineato come lo statuto dell’ente sovracomunale, a differenza di quanto avvenuto per le comunità di valle, sia stato approvato con legge provinciale. Ciò significa che eventuali future modifiche statutarie non possono essere approvate dal Consei General, bensì dal Consiglio provinciale, senza peraltro che sia prevista alcuna possibilità per la popolazione locale di richiedere un referendum confermativo statutario, diritto che invece è riconosciuto per i cittadini residenti nelle altre valli trentine.

Da questa rapida analisi emergono, quindi, i limiti dell’autonomia organizzativa e decisionale del Comun General e dei ladini trentini, limiti imposti dal governo centrale provinciale che ha negato ai comuni ladini il diritto ad autorganizzarsi e il diritto ad applicare la forma di governo sovracomunale a loro più congeniale.

Dopo aver difeso lo Statuto di autonomia dai tentativi di PD e SVP di distorcere il sistema elettorale e quello della giustizia amministrativa e dopo aver esteso la tutela dei ladini dalla provincia di Bolzano alla Regione e alla provincia di Trento, sarà cura del M5S garantire il monitoraggio dell’attuazione della nuova norma statutaria, affinché non venga fatto un uso improprio. Ma, soprattutto, il M5S si impegnerà ad assicurare ai ladini trentini maggiore autonomia locale e potere decisionale. Ad esempio, ampliando i diritti di iniziativa popolare e di referendum, affinché la comunità ladina non debba subire sistematicamente le decisioni unilaterali della giunta provinciale, come ad esempio è avvenuto con la chiusura della scuola di Soraga, ma, in chiave di maggiore apertura, possa invece introdurre nuove forme di collaborazione e di aggregazione politica con i ladini delle vallate del Sella.


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