Riccardo Fraccaro BLOG

Commissariato Renzi, il ddl sul Senato lo scrive Napolitano, premier e ministro delle Controriforme: il M5S difenderà la democrazia parlamentare

imageA parte la colorata slide sul Senato e i numeri a casaccio sui costi della politica, il sindaco del Consiglio come al solito sta bluffando e in mano non ha altro che un due di picche. E il ministro Boschi non ha assi nella manica da passargli per barare la partita con i cittadini: il testo del provvedimento sulla strampalata riforma della Camera Alta così tanto pubblicizzato, semplicemente, non c’è. Perché lo sta scrivendo il Quirinale. La riforma del sistema parlamentare è nelle mani di Napolitano, il vero premier e ministro delle controriforme incostituzionali. Siamo di fronte all’ennesima, gravissima violazione dei principi costituzionali: Re Giorgio pensa di promulgare questo editto barbaro ed imporlo ai propri sudditi. Il M5S farà le barricate per difendere la democrazia parlamentare dai soprusi dell’ottuagenario monarca.

Il Governo fantoccio di Renzi, commissariato definitivamente dal Colle, non ha uno straccio di testo da tirare fuori. Sul sito del Governo non c’è traccia alcuna del sedicente ddl sulle riforme, che pure il Cdm dice di aver approvato. Anche la Commissione Affari Costituzionali del Senato, che per prima dovrebbe esaminarlo, non ha ancora avuto mezza riga del ddl di Renzie. Perché è il Presidente della Repubblica, nelle segrete stanze del Quirinale, che sta scrivendo la riforma del bicameralismo perfetto o, meglio, la formula per edificare la dittatura governativa sulle ceneri della democrazia parlamentare.

Napolitano si sta occupando personalmente di questa controriforma per essere sicuro che vada in porto, per blindare il testo e consegnarlo infiocchettato nelle mani del ciclista fiorentino parcheggiato a Palazzo Chigi. Renzie e la fida Boschi continuano imperterriti con le loro piazzate da venditori di pentole, intanto lavorano per convincere qualche trasformista a formare una maggioranza alternativa che approvi il ddl sul Senato e il titolo V, nel caso in cui il compagno di merende Berlusconi non riceva garanzie sulla sentenza del 10 aprile decida di far saltare il tavolo. A scrivere le leggi ci pensa il Quirinale, è la nuova divisione dei poteri: a Napolitano il potere politico, legislativo e giudiziario. A Renzie il ruolo il buffone di corte.

Il bicameralismo è stato pensato dai padri costituenti per garantire un sistema legislativo efficace e efficiente, capace di garantire la democrazia parlamentare ed impedire colpi di mano di maggioranza improvvisate: l’unica riforma che va fatta per tagliare gli sprechi della casta e ridare centralità ai cittadini è quella per ridurre numero e indennità dei parlamentari, creare una corsia preferenziale per i ddl di iniziativa popolare ed introdurre i referendum senza quorum. La controriforma del Senato targata dal premier e ministro Napolitano, che Renzi&Boschi si limiteranno a firmare senza neppure leggere, non consentirà di tagliare i costi della politica ma solo comprimere gravemente il livello democratico delle istituzioni e trasformare la Repubblica in una dittatura governativa. Difenderemo la democrazia parlamentare ad ogni costo e, quando il M5S avrà vinto le elezioni europee, Re Giorgio deve fare solo una cosa: sciogliere le Camere e rinunciare alla poltrona di senatore a vita. Non è degno neppure di questo titolo.

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