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Chiusura punto nascite di Arco, parere frutto di dati errati. Fraccaro (M5S) chiede al Ministro una rivalutazione

punto-nascite-arcoCon una nuova e dettagliata interrogazione al Ministro Lorenzin il M5S tramite il deputato Riccardo Fraccaro tiene alta l’attenzione sulla chiusura del punto nascite di Arco, dopo che il comitato Percorso nascita nazionale, con nota del 22 giugno 2016, ha dato parere negativo alla richiesta di deroga. Un parere, ha spiegato Fraccaro, «che chiediamo di rivedere, perché si basa su dati errati, non corrispondenti alla reale situazione orografica del nostro territorio».

Nella sua interrogazione Fraccaro ha segnalato punto per punto le discrepanze: «Tanto per cominciare – spiega il portavoce –, il comune di Ledro non viene considerato area disagiata e il collegamento viene descritto come “facilmente percorribile”. Sappiamo invece quanto sia tortuosa la strada e oltretutto soggetta a nevicate invernali. Ho fatto poi presente al Ministro che il bacino di utenza rappresentato nel parere (50 mila abitanti) non tiene conto delle comunità locali residenti nelle aree limitrofe all’Alto Garda, che storicamente hanno fatto riferimento ai punti nascite del Basso Sarca e per le quali Arco sarebbe più conveniente da raggiungere. In particolare, non sono stati considerati i comuni della Valle del Chiese, Storo, Bondone, Borgo Chiese, Castel Condino, Pieve di Bono-Prezzo, Valdaone e dell’altopiano del Bleggio e del Lomaso, tutti ubicati nella comunità delle Giudicarie e che fino a oggi hanno fatto riferimento al punto nascite di Tione di Trento, di fatto già chiuso. Ci sono poi i comuni delle province limitrofe: Malcesine, Limone e Tremosine. Sommando tutti questi comuni si arriva a un bacino di utenza totale di quasi 70 mila abitanti, rispetto ai 50 mila indicati nel parere. Se invece si volesse ritenere (ragionevolmente) Arco come punto di riferimento di tutti i comuni delle Giudicarie e della Valle dei Laghi il bacino d’utenza potrebbe essere incrementato fino a 100 mila abitanti. Il parere poi non tiene conto delle presenze turistiche: 3,1 milioni nel 2014 nel solo Garda trentino. Il comitato ha giudicato negativamente anche l’assenza di specialisti (ginecologi, anestesisti e pediatri), situazione che però è frutto di una mancanza transitoria che potrebbe determinare un giudizio positivo in caso di completamento dell’organico. Nel parere risultano assenti “le opportune azioni di reclutamento delle donne”, prospettate invece per l’ospedale di Cles per aumentare il tasso di fidelizzazione, e non si menziona nemmeno il rinomato centro di procreazione assistita. In generale, tutti i tempi di percorrenza sono stati calcolati al ribasso e in maniera eccessivamente ottimistica, senza calcolare le condizioni meteo e di traffico. Ci rifiutiamo – conclude Fraccaro – di accettare che un simile parere, basato su una serie di errori macroscopici, possa decretare la chiusura dei punti nascita di Arco e Tione. Chiedo quindi al Ministro di rivedere con la massima urgenza questa valutazione».

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