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Calenda, ministro dello sviluppo delle lobbies: paladino del Ttip, della finanza e delle multinazionali. Ecco il Pd!

Carlo Calenda è uno dei più autorevoli esponenti del Pd che, dopo una folgorante carriera prima in Confindustria e poi in Scelta Civica, è stato scelto da Renzi per sostituire la Guidi allo Sviluppo economico. Soprattutto, lo Sviluppo delle lobbies.

Il suo primo atto da Ministro della Repubblica è stato quello di inviare una lettera alla Commissione europea chiedendo che il Ceta (l’accordo di libero scambio con il Canada, patria di colossi come la Monsanto) venisse ratificato senza passare per i Parlamenti nazionali.

D’altronde Calenda ha dichiarato che gli Stati sovrani minacciano il Ttip e bisognerebbe approvarlo anche scavalcando le Assemblee democratiche. Come la Strategia Energetica Nazionale (SEN), che il ministro dello sviluppo delle lobby ha affidato alle multinazionali: Calenda infatti ha scelto la consulenza della “Boston consulting group” a carico delle società Terna e Snam, il cui futuro dipende proprio dalla SEN.

Con il Pd comanda la finanza: il cosiddetto ministro si oppone fermamente alla pubblicazione della lista dei debitori insolventi delle banche. Secondo Calenda è strano chiedere trasparenza ai grandi gruppi economici, mentre evidentemente è normale far pagare i cittadini. Purtroppo non c’è da meravigliarsi: già qualche mese fa il Mise aveva pubblicato una brochure rivolta agli investitori stranieri in cui si vantava degli stipendi bassi in Italia. Questo è il Pd!

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