Riccardo Fraccaro BLOG

Brexit: vince comunque la democrazia. Un referendum anche in Italia e cambiamo l’Ue!

220616La consultazione referendaria che si svolgerà domani nel Regno Unito rappresenta già, al di là del risultato finale, una prova di forza della democrazia. Il ricorso al referendum sulla permanenza in Ue ha consentito a Londra di ridisegnare i rapporti di forza con l’Europa ottenendo conquiste fondamentali in quattro aree.

Sul piano della governance economica, l’accordo prevede il rispetto degli interessi economici dei Paesi che non fanno parte dell’Eurozona. Le leggi in ambito finanziario si applicheranno solo ai Paesi che adottano l’euro e la Gran Bretagna non dovrà mai partecipare ai salvataggi come quello della Grecia.

Dal punto di vista della competitività, Londra ha ottenuto un rafforzamento del mercato unico e una semplificazione normativa a favore delle Pmi: l’Ue dovrà lavorare ad una migliore regolamentazione in ambito commerciale e ad una riduzione dei costi per le imprese.

A livello di sovranità nazionale, il Regno Unito non sarà infatti impegnato in nessuna ulteriore integrazione nell’Ue. Inoltre i Parlamenti dei singoli Paesi che rappresentano il 55% del totale potranno bloccare tutte le iniziative legislative che travalicano le competenze nazionali.

In materia di accesso al welfare, l’Ue ha accettato il principio che in situazione eccezionali la libertà di movimento dei lavoratori può essere limitata. Londra potrà bloccare le misure sociali di sostegno ai migranti comunitari fino a quattro anni.

Queste sono le concessioni ottenute dal Regno Unito. Con Renzi l’Italia ha portato a casa meno di zero e continua ad essere suddita dell’Ue. Qualunque sarà la scelta dei britannici al referendum di domani, andrà rispettata la volontà del popolo sovrano. Nessuno però può negare che, in ogni caso, grazie al referendum la Gran Bretagna è riuscita a far piegare i burocrati europei alle proprie esigenze. Se vogliamo cambiare l’Europa, che deve essere dei popoli e non delle banche, sono i cittadini che devono esprimersi. Un referendum anche in Italia e cambiamo l’Ue!

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