Riccardo Fraccaro BLOG

Banche, la commissione farà luce, ma non sarà punitiva. La mia intervista al Corriere

La Commissione di inchiesta sulle banche non avrà l’obiettivo di punire, ma di fare piena luce sulle vicende degli ultimi anni che hanno portato migliaia di famiglie in una situazione drammatica. Affronterà temi importanti: dalle agenzie di rating ai conflitti d’interesse nelle gestioni bancarie. I membri della commissione agiranno nel pieno rispetto delle norme, delle proprie prerogative e di quelle altrui con l’obiettivo di tutelare i risparmiatori. La mia intervista al Corriere della Sera

«Il presidente della Repubblica ha espresso dei principi del tutto condivisibili, che rappresenteranno un orientamento importante per la commissione d’inchiesta» sulle banche. Il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, è soddisfatto per il via libera di Sergio Mattarella alla commissione tanto voluta dal Movimento 5 Stelle ed è convinto che non ci sia nulla di cui preoccuparsi: «I membri della commissione agiranno nel pieno rispetto delle norme, delle proprie prerogative e di quelle altrui».
Mattarella avverte che la commissione non potrà condizionare, neppure involontariamente, le banche nell’esercizio del credito.
«Le note del presidente della Repubblica saranno oggetto di grande attenzione da parte dei membri della commissione. L’obiettivo dell’inchiesta non è di punire, ma di imparare dagli errori del passato affinché non si ripetano. Finalmente si potrà lavorare per far luce sulle vicende degli ultimi anni che hanno portato migliaia di famiglie in una situazione drammatica».
Mattarella dice anche che la commissione non potrà sovrapporsi alle funzioni della Banca d’Italia e della Banca centrale europea.
«Certamente non si sovrapporrà, ma, nella sua autonomia, analizzerà temi importanti: dalle agenzie di rating ai conflitti d’interesse nelle gestioni bancarie».
Visti i rapporti difficili tra governo e Banca d’Italia non c’è il rischio che l’inchiesta si trasformi in un processo alla banca centrale?
«Spesso veniamo rimproverati di non avere rispetto per le istituzioni, ma tutte le nostre battaglie le facciamo perché amiamo le istituzioni. Anche nel rapporto con la Banca d’Italia siamo consapevoli che si tratta di rispettare la sua autonomia».
Pensa che sia Gianluigi Paragone la persona giusta per presiedere una commissione così delicata?
«Saranno i parlamentari che faranno parte della Commissione a scegliere il Presidente. Io ritengo che il senatore Paragone conosca a fondo la materia e per il Movimento 5 Stelle rappresenta un nome di qualità che potrà lavorare per il bene dei cittadini, secondo la linea di questo Governo, che è quella di tutelare i risparmiatori e non i banchieri».
Non ritiene quindi che sia più opportuno scegliere un presidente meno schierato, a garanzia sia della maggioranza sia dell’opposizione?
«Paragone ha un alto senso dello Stato e delle istituzioni. E quindi, se il Parlamento lo sceglierà come presidente, saprà interpretare il suo ruolo di garanzia ».
Perché è necessaria una nuova commissione d’inchiesta sulle banche dopo che già ce n’è stata una alla fine dell’ultima legislatura?
«Perché quella commissione ebbe una durata brevissima, appena quattro mesi, e quindi il lavoro che ha svolto non è stato pienamente soddisfacente».
Questa nuova commissione dovrebbe durare invece tutta la legislatura e produrre una relazione annuale al Parlamento. Ma così non si rischia di tenere permanentemente sotto scacco il sistema creditizio?
«No. La scelta di assegnare alla commissione la durata massima possibile deriva dal fatto che sono molti i tempi dei quali si dovrà occupare. Essa deve poter lavorare bene e senza fretta, tenendo conto del dramma patito da migliaia di famiglie».
Intanto il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, nonostante le vostre sollecitazioni, non ha ancora firmato il decreto per i rimborsi ai risparmiatori truffati.
«Il governo ha stanziato a questo scopo un miliardo e mezzo. E in un modo o nell’altro ristorerà i risparmiatori».
Cioè anche se Tria non firmasse?
«Nessuno nel governo vuole rallentare. Ci sono difficoltà tecniche, ma sono superabilissime. Nei prossimi giorni avremo il decreto».

Related Articles

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: