Riccardo Fraccaro BLOG

“Avanzi” di amministrazione: una battaglia che dopo la riforma costituzionale non sarà più possibile

braccio-di-ferroIl braccio di ferro tra la Giunta Rossi e il Governo Renzi sull’utilizzo dei fondi di amministrazione di Provincia e Comuni è una partita da cui dipende la permanenza sul nostro territorio ben 200 milioni di euro, di cui 49 milioni destinati al fondo strategico territoriale, ovvero ai comuni e alle periferie. Una fetta enorme di denaro pubblico che potrebbe essere utilizzato in investimenti a vantaggio della collettività. Una partita tutta politica, prima ancora che meramente giuridica, che Rossi può giocare con un discreto potere di contrattazione, solo perché i nostri senatori a Roma contano ancora qualcosa.

Di questo aspetto bisogna essere ben consapevoli, ricordando che se al referendum del 4 dicembre dovesse passare la riforma costituzionale Renzi-Boschi-Verdini, parlamentari e senatori trentini conteranno quanto un due di picche, a riprova di quanto il M5S trentino ha sempre denunciato e cioè che questa controriforma antidemocratica è contro le autonomie e contro i governi locali.

Se oggi Rossi sta utilizzando quel potere contrattuale di contrappesi politici con Roma, è perché il sistema attuale lo consente. Ma domani, se passasse la riforma, questo peso e questo potere il Trentino non lo avrà più. E sarebbe una sciagura, senza possibilità di ritorno.

Proprio il Presidente Rossi, che in questi giorni fa la voce grossa con il Governo, dovrebbe esserne consapevole. Se continuerà a sostenere ostinatamente il sì e la controriforma renziana sarà ricordato nei libri di storia locale come il Presidente della Provincia che svendette l’Autonomia trentina al centralismo romano. Un ricordo non proprio edificante per un presidente e un partito che a parole amano fregiarsi del titolo di difensori e paladini del territorio.

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