Riccardo Fraccaro BLOG

Autonomia sempre più a rischio con il governo Renzi

dire e fareMentre il PD di Renzi lancia proclami e promesse, il M5S produce fatti, atti concreti. Il taglio ai costi della politica e il sostegno alle PMI è il segnale più eclatante della radicale differenza tra i partiti politici e il M5S. Finora, gli annunci ai quattro venti di Renzi sono caduti nel vuoto, mentre i parlamentari del M5S sono gli unici ad aver dimostrato coerenza  e responsabilità rinunciando a stipendi, prebende e auto blu per favorire il rilancio etico, economico e sociale del Paese. Tuttavia, la mancata restituzione dei rimborsi elettorali e degli stipendi illegittimi è solo una delle innumerevoli manifestazioni dell’inaffidabilità dei partiti.

Anche sul fronte delle autonomie speciali la situazione è del tutto analoga e, nelle medesime forme, rivela l’inattendibilità dei partiti al governo. I sedicenti autonomisti prima intrallazzano con i poteri forti per mantenere privilegi e poltrone, poi si scandalizzano per gli attacchi alle autonomie. Anche in questo caso gli esempi sono copiosi. Dellai ondeggia come un equilibrista per passare da una fazione all’altra promuovendo una politica della sussistenza. Zeller e Tonini hanno cantato le lodi alla Legge di Stabilità poche settimane prima che venisse impugnata dalle province di Trento e di Bolzano. Da non dimenticare il voto di Fravezzi, il doppiopoltronista sindaco di Dro (ricordate Vedrò?), per emendare il decreto Salva Roma e introdurre una norma con l’obiettivo di punire gli enti locali che adottavano misure contro il gioco d’azzardo: una vergogna clamorosa. In ultima battuta troviamo Panizza che, dopo aver ululato a lungo per decantare le lodi della fallimentare Legge di Stabilità del Governo Letta, non ha esitato a correre dietro alle spacconate di Renzi. Purtroppo proprio mentre Enrico Rossi, presidente della Toscana di Renzi, annunciava il superamento delle Regioni a statuto speciale.

Come vedete, le autonomie non hanno mai corso un rischio così alto nella storia della Repubblica, ed insieme ad esse una più ampia riforma complessiva dello Stato che responsabilizzi gli enti locali, garantendo ai cittadini che pagano le tasse diritti e servizi. Sono nelle mani di un manipolo di opportunisti. I parlamentari di PD, SVP e PATT del Trentino Alto Adige hanno appoggiato compatti tutti i decreti che successivamente le province autonome hanno dovuto impugnare. Si tratta di decreti che sono stati convertiti in legge grazie ai loro voti (99, 124, 125/13 e Legge di Stabilità). In contrasto a tali comportamenti controversi, l’unica forza politica a difendere l’autonomia con i fatti è il M5S. Il MoVimento ha lottato per difendere l’articolo 138 della Costituzione dall’attacco delle contro-riforme incostituzionali, le quali miravano all’adozione di un modello di Stato centralista che minacciava l’autonomia dei territori.

All’opposto di una difesa passiva e ambigua dell’Autonomia, il M5S vuole invece rilanciare una riforma federalista esportando il modello autonomistico alle altre regioni. Ovviamente prima di procedere su questa strada è necessario isolare le virtù dalle deviazioni generate dal sistema clientelare che caratterizza il malgoverno locale. Noi ci siamo. In alto i cuori per l’Italia e per l’Autonomia!

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