Riccardo Fraccaro BLOG

Auguri a 5 stelle

Amiche e amici a 5 stelle,

mentre vi scrivo manca appena una manciata di giorni alla fine di quest’anno. Un anno intenso, di duro lavoro, di battaglie in parlamento, nelle piazze, nelle cabine elettorali, un anno di soddisfazioni incredibili per il nostro MoVimento. Un anno di lotte, sfide, traguardi e vittorie che abbiamo raggiunto assieme, portavoce e attivisti, sempre uniti nello spirito originario che ci contraddistingue.

Ai primi di dicembre abbiamo vinto la battaglia più grande di tutto il 2016: al referendum costituzionale ha trionfato il NO. Insieme abbiamo respinto la schiforma accentratrice e reazionaria di Renzie & company, il messaggio degli italiani è stato chiaro e indiscutibile: la democrazia non si tocca e men che meno può pensare di farlo un governo illegittimo, eletto con una legge elettorale incostituzionale.

La sconfitta di Renzi e del suo governo di larghe intese è stata cocente: abbiamo chiesto di andare subito al voto, ma ovviamente i partiti si sono opposti e ora ci tocca un Renzibis con la maschera di Gentiloni. Stanno facendo e faranno di tutto per attaccarci e indebolirci, ma noi respingiamo colpo su colpo e contrattacchiamo. La nostra forza, la nostra arma segreta, si chiama partecipazione. Solo noi riusciamo a riempire le piazze e le strade, quelle dove i politici di professione non hanno più il coraggio di farsi vedere, e le riempiamo con i vostri sorrisi, la vostra speranza e la vostra energia.

Voltandomi indietro a guardare l’anno che sta finendo, lo vedo pieno zeppo di cose fatte: insieme ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo dato battaglia sia a Roma che in Trentino Alto Adige in difesa della salute, della giustizia, dell’ambiente, della scuola, della trasparenza e della democrazia, opponendoci alle manovre dei partiti delle larghe intese e della finta opposizione: un lavoro che si è tradotto in oltre 50 interrogazioni depositate in Parlamento.

Sul tema della salute, la battaglia più grande è stata certamente quella in difesa degli ospedali di valle e dei relativi punti nascita: ci siamo opposti in tutti i modi alla chiusura dei punti nascita di Tione e di Arco, sacrificati in nome di una riorganizzazione centralistica della sanità che fa perno sul NOT, il futuro Nuovo Ospedale Trentino, e che strizza l’occhio alla sanità privata, già ampiamente foraggiata dalla cordata PD, PATT e UPT. Fra gli aspetti salienti e più vergognosi della vicenda, è il fatto che la chiusura del punto nascite di Arco è stata decisa sulla base di un parere ministeriale frutto di dati incompleti; dati che sono stati forniti al Ministero dall’assessorato provinciale, che quindi è il diretto responsabile di questa chiusura, alla faccia dei cittadini che in questi mesi hanno protestato, manifestato e raccolto oltre 12.000 firme per difendere un servizio pubblico indispensabile in un ambito territoriale che conta un quinto della popolazione del Trentino. Qui trovate la mia interrogazione (5/09066) e la successiva replica in Aula.

In ambito giudiziario, invece, abbiamo dato battaglia soprattutto in Alto Adige, dove esiste un vero e proprio “problema giustizia”. Giudici e inquirenti si sono dimostrati spesso e volentieri legati in maniera equivoca con quella finanza e quella politica che dovrebbero invece controllare. I giudici del Tar, nominati dalla politica, sono l’esempio lampante e tragico di questa prassi, che tende a prefigurare una sorta di giustizia amministrativa “domestica”, priva di quei requisiti di terzietà e imparzialità che sono costituzionalmente richiesti e garantiti, e che rischia di delegittimare di fronte all’Italia intera l’Autonomia del nostro territorio. Un esempio di questa situazione è il famoso brindisi offerto dall’ex presidente della provincia di Bolzano Durnwalder per celebrare la sua assoluzione al processo Sonderfonds e a cui ha preso parte anche l’ex pm Tarfusser: anche questo episodio l’ho portato in parlamento (5/08941), come pure il caso che interessa l’area penale della Procura della Repubblica di Bolzano, dove pare che marito, moglie e fratello/cognato lavorino a stretto contatto (4/13617). Senza scordarci del conflitto di interessi del collegio giudicante del processo Sonderfonds (4/13495 e 4/13813). Una situazione macroscopicamente anomala, che insinua pesanti dubbi sul corretto funzionamento degli uffici giudiziari. Sono ben dieci le interrogazioni indirizzate finora al Ministro della giustizia, ma di risposte fino ad ora neanche l’ombra!

Al Ministero dell’Economia era indirizzata invece l’interrogazione (4/14328) che aveva come oggetto le deleghe dallo Stato alle Province autonome di Trento e Bolzano in materia di Agenzie fiscali. Il rischio è che dal trasferimento delle funzioni dallo Stato alle Province autonome, previsto dalla legge di stabilità 2014, oltre alle modifiche contrattuali per i dipendenti, derivino anche pericolose conseguenze sull’organizzazione dei servizi e del lavoro. Non è chiaro quali vantaggi dovrebbero derivare dall’affidamento di queste nuove competenze in materia di Agenzie fiscali, mentre i possibili danni sono evidenti: aumenta il rischio di conflitti d’interessi, a causa degli stretti rapporti politici e contrattuali sul territorio e della miriade di partecipazioni dirette e indirette delle istituzioni e degli enti locali in aziende e attività economiche che rivestirebbero, al contempo, sia il ruolo di “controllore” che quello di “controllato”; va da sé che l’autonomia, la libertà d’esercizio e la neutralità degli accertamenti fiscali sarebbero irrimediabilmente compromessi.

In tema di referendum e diritto all’informazione, nell’aprile scorso, rilevando pesanti criticità sull’informazione istituzionale locale in occasione del referendum sulle trivelle, ho presentato una serie di interrogazioni per invitare il Governo a garantire gli stessi diritti di informazione politica ai cittadini del Trentino Alto Adige. La prima interrogazione (4-12720) intendeva chiarire come mai nel 2015 e 2016 il Ministero abbia reso indisponibili alle Province di Trento e Bolzano gli stanziamenti statali per i messaggi autogestiti, previsti per legge per garantire il diritto di informazione politica di tutti i cittadini sul territorio nazionale. Nella seconda (4-12888), invece, rilevando un evidente trattamento disparitario nei confronti del gruppo linguistico tedesco, ho sollecitato un nuovo intervento del Governo per garantire parità di informazione con l’erogazione di fondi per la comunicazione politica trasmessa dalle emittenti private, in particolare per quelle di lingua tedesca. Mi sono poi rivolto anche alla Presidenza RAI (440/2146), riportando i dati allarmanti dell’affluenza al referendum sulle trivelle, che ha visto l’Alto Adige registrare il più alto tasso di astensionismo (affluenza al 17,6%), con picchi negativi proprio nei comuni con maggioranza di elettori di lingua tedesca. Un problema che si è ripresentato in occasione del referendum costituzionale, dove guarda caso proprio l’Alto Adige, dove in pratica non esiste par condicio nell’informazione, ha registrato la percentuale più alta di SI alla riforma.

In materia di partecipazione abbiamo lavorato anche per rendere effettivo il diritto a promuovere referendum. Il Ministro dell’Interno ha recepito le raccomandazioni contenute in una nostra interrogazione (4/10101), sollecitando il comune di Sesto San Giovanni ad approvare il regolamento per i referendum e riconoscendo l’importanza del diritto di partecipare agli affari della collettività sancito nella Carta Europea dell’Autonomia locale.

Ho, inoltre, lavorato assieme a Filippo Degasperi per assicurare il recepimento degli obblighi della legge regionale sui referendum, disapplicati da molti comuni trentini, come ad esempio Pergine (4/11889), e il rispetto della normativa nazionale sulla trasparenza, che vede le pubbliche amministrazioni del Trentino-Alto Adige gravemente inadempienti (4/11927 e 4/13281).

A riguardo siamo stati costretti a presentare una serie articolata di segnalazioni all’ANAC e alle autorità giudiziarie per chiedere di intervenire e che, in un caso specifico, hanno portato l’ANAC a intimare le comunità di valle ad adeguarsi agli obblighi di legge.

A livello locale, sempre in tandem con Degasperi, ho lavorato per cercare di mettere in freno a una situazione fuori controllo da troppo tempo nel settore del porfido (5/08914). Anche in questo ambito siamo stati costretti a rivolgerci alla Magistratura e tirare in ballo il rispetto dei principi cardine del trattato dell’Unione Europea, interpellando la commissaria e informandola di tutte le anomalie riscontrate (E-016077/15). A breve il disegno di legge di Degasperi sarà discusso e la Giunta provinciale non potrà nascondere sotto il tappeto la nostra analisi.

Nel 2016 abbiamo inoltre ricevuto rassicurazioni per le condizioni di lavoro delle forze dell’ordine presso la Questura di Trento (4/10040), ma nulla sull’organico della polizia penitenziaria, argomento tornato purtroppo al centro delle cronache locali in questi giorni.

Ai primi di luglio, invece, un lavoro durato mesi e mesi si è concretizzato in un disegno di legge che, se approvato, potrebbe ridare dignità e speranza a migliaia di trentini e portare ossigeno alle imprese del territorio: è il reddito cittadinanza locale. È ora di tendere la mano a chi è rimasto indietro, come si fa in tutta Europa. La novità introdotta da noi è che questo aiuto verrebbe erogato in parte in denaro e in parte in un equivalente monetario da utilizzare nel circuito economico locale, per pagare l’affitto o per acquistare altri beni o servizi da commercianti, imprese e professionisti. A loro volta le imprese potranno usarlo per i loro scambi commerciali e, se hanno sede legale in Trentino, anche per compensare le tasse. In questo modo il reddito di cittadinanza locale alimenterà il mercato interno e il denaro resterà sul territorio. Un sistema di transazione elettronica gestito dalla Provincia in collaborazione con la Guardia di Finanza garantirà tracciabilità e corretto utilizzo. E non parliamo di assistenza: chi riceve il reddito di cittadinanza si impegna a mettersi a disposizione della collettività, a cercare un lavoro e ad accettare le proposte di lavoro. Parliamo di ben 16mila e 400 famiglie trentine che potranno beneficiare del reddito! Gli importi erogati vanno da un minimo di 625 euro al mese, nel caso di un solo componente del nucleo familiare, ad un massimo di 1300 euro mensili per le famiglie numerose. Un vero e proprio investimento fruttuoso per il benessere di tutta la comunità. Questo è il reddito di cittadinanza locale del M5S. È la nostra priorità per garantire dignità ai cittadini e dare ossigeno alle forze sane del sistema produttivo. Per sollecitarne la discussione in consiglio provinciale abbiamo lanciato anche una petizione, così che anche voi possiate aiutarci a farlo approvare!

Sarebbe uno splendido risultato a beneficio di tutti, proprio come la vittoria che a febbraio abbiamo ottenuto in Commissione Politiche Ue, dove è stata approvata la risoluzione M5S per rendere più efficace l’Iniziativa dei Cittadini Europei. Siamo riusciti ad ottenere, per la prima volta, l’impegno a far sì che la Commissione europea si esprima entro un massimo di 12 mesi sulle proposte di legge sottoscritte dai cittadini. Mentre i partiti di giorno fingono di litigare e di notte rubano insieme la democrazia ai cittadini difendendo l’Ue dei poteri forti, noi restituiamo con i fatti la sovranità al popolo per costruire un’Europa dei cittadini! La risoluzione a mia prima firma (8/00170 – Risoluzione in commissione conclusiva di dibattito) mira a semplificare le procedure per le firme, introducendo anche la raccolta online, a garantire la più ampia informazione possibile sull’oggetto delle proposte e, soprattutto, impegna a dare seguito adeguato alle ICE completate con successo, prevedendo che la Commissione avvii l’elaborazione di un atto giuridico, per ogni ICE andata a buon fine, entro 12 mesi dall’emanazione di un parere positivo.

E pensate che questi sono solo alcuni dei risultati degli ultimi mesi: altri ne arriveranno con l’anno nuovo, segno tangibile di una imminente e inarrestabile rivoluzione.

Concludo questa mia lunga, ma partecipata lettera con i miei più sinceri auguri, a voi e alle vostre famiglie, per un felice Natale e per uno splendido 2017. Ma soprattutto, voglio ringraziare ciascuno di voi per esserci stato e averci dato supporto, consiglio e collaborazione in questa anno sta per finire. Ringrazio gli attivisti, insostituibili e sempre presenti, i sostenitori e tutti i portavoce M5S in Parlamento, nelle Regioni, nelle Provincie, nei Comuni, nelle circoscrizioni, assieme ai quali condivido lo stesso sogno per una società e un’Italia più giusta, più pulita, più forte e più onesta. Grazie di cuore per questi 12 mesi passati insieme. Ci rivediamo il prossimo anno, ancora più carichi e battaglieri, per continuare assieme il cammino e realizzare il nostro sogno a 5 Stelle!

 

Auguri di cuore a tutti e a riveder le stelle,

 

Riccardo

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