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Appendino e Raggi le uniche credibili e contro i poteri forti: intervista a IntelligoNews

Intelligo-newsChiara Appendino a Torino, Virginia Raggi a Roma. Due “stelle” del Movimento in grado di vincere i ballottaggi di domenica prossima. Cresce l’attesa per il voto a cinque giorni dalla fine di una campagna elettorale che si è prolungata, come previsto, dopo il primo turno di dieci giorni fa. IntelligoNewsne ha parlato con Riccardo Fraccaro, deputato del Movimento 5 Stelle…

 
L’esito dei ballottaggi avrà un significato anche a livello nazionale?
“Al primo turno c’è già stato un giudizio sul Governo e anche abbastanza negativo, l’evidenza è il fatto stesso che i candidati del Pd stiano chiedendo a Renzi di non presentarsi in vista dei ballottaggi. Evidentemente l’accostarsi a Renzi fa perdere voti. Il Governo ormai ha presentato il suo vero volto, quello di una politica economica e sociale davvero fallimentare. Ma anche qualora il Governo continuasse a sostenere la linea di un voto che non ha peso a livello nazionale, ricordo a Renzi che è anche segretario di partito, quindi responsabile dell’andamento a livello sia nazionale che locale. La perdita del contatto con il territorio e la diaspora dei voti sono responsabilità di Renzi. Sta distruggendo il partito inteso come base, lo sa benissimo tanto da sviare continuamente l’attenzione. A livello nazionale cerca di parlare di temi lontani dai ballottaggi perché gli italiani non si accorgano del totale fallimento. Questa è una sua caratteristica propria, pensiamo alle alluvioni, al crollo dei viadotti, allo sversamento di petrolio in Liguria. Renzi non ci ha messo la faccia, lui è presente solo quando le cose vanno bene. Penso che sia il Presidente del Consiglio meno coraggioso che abbiamo avuto, allora mi domando se l’Italia abbia bisogno di un premier che si presenta solo quando le cose vanno bene o quando c’è la partita di tennis a New York”.
 
La vittoria di Parisi a Milano sarebbe un colpo pesante per Renzi?
“Se perdesse due delle tre grandi città che vanno a ballottaggio, quindi Roma, Milano e Torino, penso di sì. I malumori nel Pd sono sempre esistiti, sono stati molto forti, seppur latenti. Finché le cose tutto sommato sembravano andar bene sono rimasti sopiti, ma io a Montecitorio vedo tutti i giorni come la maggior parte dei parlamentari, dei consiglieri comunali sul territorio e degli iscritti al Pd stia vivendo un momento di profonda insofferenza e non aspettino altro che un’occasione per rivendicare un cambiamento. Se poi le città perse fossero tre su tre, allora le conseguenze per Renzi sarebbero drammatiche”.
Perché Raggi e Appendino sono diversi da Giachetti e Fassino?
“Io conosco Giachetti perché siedo in ufficio di vicepresidenza della Camera insieme a lui. Devo dire che mi sorprende molto la sua posizione. La differenza sostanziale è la credibilità: mentre lui ha passato gli ultimi tre anni a difendere l’operato del Pd a Roma, che poi si è rivelato intriso del sistema di Mafia Capitale, Raggi ha passato lo stesso tempo a denunciare le ingiustizie, gli sprechi e a studiare il bilancio. Giachetti si candida con un programma fatto all’ultimo minuto che è così sentito (ride, ndr) che nel caso non dovesse vincere al ballottaggio, non si dimetterebbe da vicepresidente della Camera e probabilmente non andrebbe neanche in Consiglio comunale a difenderlo. Virginia Raggi invece è da tre anni che sta preparando questo programma ed è determinata a difenderlo e portarlo avanti in ogni caso”.
Venendo a Torino?
“Fassino rappresenta i poteri forti, pensiamo alle banche, mentre Appendino ha un programma innovativo per la città e teso a ricostruire il senso perduto di comunità. Fassino vuole la Tav, Appendino il reddito di cittadinanza e questo la dice lunga. Il Pd a Torino ha dimostrato di essere in grado di tutelare soltanto gli interessi economici e finanziari, mentre il Movimento 5 Stelle vuole difendere i beni comuni”.
Sembra che più d’uno abbia detto a Renzi che in caso di sconfitta clamorosa dovrà lasciare la segreteria del partito. Voi cosa gli dite invece?
“Se perde le elezioni Renzi dovrà attuare le proposte dell’unica forza politica che non ha ancora governato questo Paese, ma ha già mantenuto le promesse e dunque ha credibilità. Approvare il reddito di cittadinanza, abolire Equitalia e quant’altro. Se questo non dovesse avvenire gli chiederemo di dimettersi, perché è da tre anni che non ci ascolta”.
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