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Dichiarazioni sconcertanti di Dalpalù. Su Sait il dubbio delle raccomandazioni, si faccia immediata chiarezza

“Trentino”, venerdì 24 novembre 2017

«Le dichiarazioni rilasciate alla stampa dal vicepresidente Cooperazione Trentina e presidente di Sait Renato Dalpalù appaiono sconcertanti. Nell’intervista, pubblicata oggi da un quotidiano locale, il presidente fa aperto riferimento a “dieci segnalazioni di casi particolari”, ovvero casi in cui i politici si sarebbero rivolti a lui per inserire persone nella cooperazione. Un’affermazione che sembra alludere a una pericolosa promiscuità tra cooperazione e pubblica amministrazione, dai potenziali effetti devastanti sul sistema e che va immediatamente chiarita. Se confermato, il fatto sarebbe di una gravità inaccettabile, perché insinuerebbe il dubbio sull’esistenza di un canale privilegiato tra istituzioni provinciali e vertici Sait, una pratica illecita e immorale da cui non si può soprassedere. Se quanto dichiarato da Dalpalù trova conferma nei fatti, i nomi dei politici a cui fa riferimento devono uscire e le eventuali responsabilità devono essere accertate». Lo dichiarano i portavoce locali del M5S, il deputato Riccardo Fraccaro e il consigliere Filippo Degasperi.

«Le dichiarazioni di Dalpalù suonano come un’inaccettabile presa in giro – proseguono i portavoce –: oltre cento lavoratori e le loro famiglie sono stati scelti come capro espiatorio per rimediare a una crisi di cui non hanno colpa, una crisi fatta di investimenti finiti male e di speculazioni commerciali che con il valori della cooperazione hanno ben poco a che vedere. Ricordiamo qui gli investimenti e le operazioni immobiliari effettuate a Levico e Transacqua, le svalutazioni milionarie del terreno acquistato a Spini di Gardolo e la fideiussione bancaria, costituita da Sait a favore di Interbrennero Spa (a garanzia anche degli impegni occupazionali). Scelte azzardate, prese non certo dai dipendenti, ma dai vertici, che ora devono risponderne, come deve risponderne la Provincia, invece di chiamarsi fuori da una questione su cui da Statuto avrebbe il compito di vigilare. Ora più che mai – concludono Fraccaro e Degasperi – pretendiamo che si vada a fondo della questione, a partire dalle dichiarazioni del presidente: non ci fermeremo finché sull’intera vicenda del Sait non si farà piena chiarezza».

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