Riccardo Fraccaro BLOG

I partiti sono contro l’autonomia. Il M5S è per gli Stati Uniti d’Italia

151015ImmagineOgni giorno che passa si consuma un nuovo attacco all’autonomia delle Regioni e delle Province a statuto speciale. Sono i salotti televisivi la sede preferenziale di questo fuoco incrociato, che vede PD e FI sodali nel voler abolire le regioni autonome. Renzi e i suoi, con la complicità della destra, ormai non fanno più mistero di quali siano le loro intenzioni. Si tratta di un processo di accentramento del potere che è in corso da tempo e che è iniziato con la sistematica sottrazione di competenze alle regioni ordinarie. Ora tocca a quelle speciali: dal Friuli alla Sardegna, dalla Valle d’ Aosta alla Sicilia, passando per il Trentino Alto Adige. L’attacco mediatico di questi giorni non è casuale, non fa altro che preparare il terreno.

Renzi vuole imporre il modello Pd a tutto il Paese: con la modifica della legge elettorale il ruolo delle regioni autonome nel futuro Parlamento sarà del tutto ininfluente, se passerà anche il referendum costituzionale le regioni autonome spariranno e tutti i poteri saranno accentrati nelle mani dell’uomo solo al comando in nome del clientelismo e della corruttela. Ecco perché al referendum sulla riforma costituzionale è necessario votare NO. Tutti abbiamo il dovere di rifiutare la deriva preoccupante che ci impone il fiorentino e lavorare insieme per dare una visione e un futuro ai nostri rispettivi territori.

Il M5S lo dice da sempre: l’Autonomia non va tolta ma estesa alle altre regioni, abbinata a un principio di solidarietà interregionale e allargando il coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali. Questo è il nostro caposaldo: perché Autonomia non significa privilegi, significa avere una gestione più vicina ai cittadini, significa responsabilità di amministrare, significa sapere dove e a chi vanno le tasse che paghiamo, significa poter decidere dell’utilità o meno di un’opera.

L’autodeterminazione dei territori è nel nostro Dna ed è l’unica strada da percorrere per difenderci dalla deriva centralista di Renzi.

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