Riccardo Fraccaro BLOG

No all’Election Day sulle trivelle, Renzi spreca 300 milioni di euro

12717152_10201421184129500_121638638573840372_nSiccome, a suo dire, le famiglie italiane si stanno arricchendo e la ripresa economica regala benessere a tutti Renzi ha deciso di buttare dalla finestra 300 milioni di euro.  Il referendum contro le trivellazioni sulle nostre coste non sarà accorpato alle elezioni amministrative: il nominato premier, per sua natura allergico alla democrazia, vuole scoraggiare la consultazione popolare e mettere i bastoni tra le ruote al referendum.


Anche le associazioni di ambientalisti e i comitati No-Triv avevano chiesto un unico Election day, ma per Renzi gli interessi delle lobbies valgono più dei diritti dei cittadini.
Così, nonostante le tragiche condizioni degli italiani e il dissesto dei conti pubblici, il Governo fossile manda in fumo 300 milioni di euro insieme ad ambiente e salute.
Si tratta di una cifra enorme, soldi dei cittadini che si potrebbero impiegare per realizzare innumerevoli interventi utili alla collettività.

Con 300 milioni si potrebbero ottenere ben 30mila posti di lavoro, garantendo altri 12mila microcrediti tramite il fondo per le Pmi alimentato dai tagli ai nostri stipendi che consente di creare 2,5 posti di lavoro per ogni microcredito concesso.

Con 300 milioni di euro si potrebbero costruire in tutta Italia circa 2mila asili nido, sopperendo alla cronica carenza di strutture per i bambini che nega i fondamentali diritti dell’infanzia e penalizza tantissime famiglie.

Con 300 milioni si potrebbero costruire 1000 strade come la via dell’Onestà, la trazzera a 5 Stelle realizzata in Sicilia grazie alle restituzioni dei portavoce M5S, potenziando la rete infrastrutturale con piccole e utili opere.

Con 300 milioni di euro si potrebbero garantire alle Regioni le risorse per le nuove assunzioni di personale medico e ospedaliero nelle strutture sanitarie, in modo da soddisfare il fabbisogno e i livelli di prestazione minimi ai cittadini.

Con 300 milioni si potrebbe intervenire sul dissesto idrogeologico di una grande città come Genova, mettendo in sicurezza il territorio per prevenire nuove catastrofi come quella dell’ottobre 2014.

Con 300 milioni di euro si potrebbero realizzare forti investimenti nella tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, oggi lasciato nel degrado, finanziare interventi per garantire a pieno la sicurezza nei luoghi di lavoro, ancora estremamente precaria, oppure triplicare il misero fondo per i truffati dal decreto ammazza-risparmiatori.

E voi, cosa avreste fatto con 300 milioni di euro invece di incenerirli come Renzi?

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