Riccardo Fraccaro BLOG

Contro la riforma delle Casse rurali uniamo le forze per difendere l’autonomia e i valori della cooperazione

bcc“La pseudo-riforma delle Bcc voluta da Renzi, che impone l’adesione a una holding unica, ridurrà l’autonomia gestionale delle casse rurali trentine ai minimi termini. Renzi e il PD stanno agendo in una logica puramente finanziaria, senza alcuna attenzione alle peculiarità storiche e all’importanza che questo settore del credito riveste per il Trentino. Ma l’autonomia non è il solo valore ad essere minacciato: tutti i valori fondanti del movimento cooperativo, saranno fortemente depotenziati dalla riforma renziana”. Lo afferma in una nota il Segretario dell’Ufficio di Presidenza di Montecitorio, Riccardo Fraccaro del MoVimento 5 Stelle.

“Una riforma che ancora una volta antepone gli interessi dei banchieri ai diritti dei cittadini e introduce una scandalosa norma salva-amici: dall’adesione obbligatoria alla holding unica del settore sono, infatti, esentate le banche con più di 200 milioni di patrimonio. Guarda caso, tra queste c’è la Banca di Cambiano, dove lavora il padre del sottosegretario Luca Lotti, mentre il presidente è Paolo Regini, marito della senatrice Pd e renziana di ferro Laura Cantini. È la stessa banca che ha concesso il mutuo per la campagna di Renzi da sindaco di Firenze e appoggiato la raccolta fondi per le primarie del 2012. Condotta all’insegna dell’accentramento e del conflitto di interessi, questa riforma parte già viziata.

Ecco perché in Trentino dobbiamo unire le forze per impedire che la riforma delle Bcc metta a repentaglio la sopravvivenza stessa del movimento cooperativo. Mentre i vertici della cooperazione trentina sembrano più preoccupati di non perdere posizioni di rappresentanza e presunto potere, è al futuro del movimento – inteso come insieme organico di soci, imprese, territorio e comunità – che dobbiamo guardare. E bene fa quindi Geremia Gios a chiamare a raccolta gli amministratori e i soci delle Casse rurali trentine, per formare un comitato che proponga una soluzione locale.

Il Trentino non ha bisogno né di grandi banche nè di supermanager, ma di soggetti che partecipino attivamente alla vita sociale. L’accentramento non è la soluzione per risolvere i problemi del credito cooperativo e il caso di Fracalossi, che attualmente assume in sé poteri e competenze che devono restare separati, lo ha ampiamente dimostrato. Per riuscire a contrastare la riforma di Renzi, bisogna risolvere i conflitti di interessi in casa propria. La direzione dev’essere quella di superare le concezioni verticistiche e gli assetti burocratici che si sono consolidati negli anni e che hanno avuto come unico risultato quello di allontanare la Cooperazione dal tessuto economico e sociale del territorio.  Urge un coinvolgimento reale della compagine sociale nella gestione degli istituti per migliorare la funzione degli amministratori e delle autorità di controllo. La partecipazione diretta dei soci non è un’utopia, ma un imperativo da realizzare per rendere più sicuro e più solido il sistema del credito cooperativo. Solo invertendo radicalmente la rotta riusciremo a rilanciare la vitalità del movimento cooperativo e a riacquistare autorevolezza e credibilità nei confronti del Governo, per portare avanti un progetto di governance autonomo e in linea con i valori costitutivi del movimento”.

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