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Trasparenza sulle nomine di Trentino Sviluppo

trentino sviluppoLe dimissioni di Laner da Trentino Sviluppo hanno creato le condizioni per dimostrare al resto d’Italia le virtù che l’Autonomia può produrre anche nel campo della promozione dello sviluppo economico e dell’innovazione. Il cambio di marcia è possibile già a partire dalla procedura di nomina del prossimo consiglio d’amministrazione. Limitarsi al toto-nomi ed ai gossip sugli amministratori da cooptare in funzione delle quote corporative non è sufficiente. Seguendo tali modalità, si ribadirebbe la natura clientelare e spartitoria che finora ha caratterizzato la gestione degli enti pubblici economici provinciali.

Trentino Sviluppo è la società più importante fra la miriade delle partecipate della Provincia di Trento e l’adozione di un procedimento che garantisca trasparenza sulla logica per la composizione del nuovo board e sulla definizione degli indirizzi che dovrà seguire è più che auspicabile. I due aspetti vanno affrontati in un unico spazio di discussione: chi scegliere e per fare cosa nell’interesse dell’intera collettività sono le domande alle quali la Giunta provinciale deve corrispondere risposte esaustive.

Come suggerito dal consigliere M5S Degasperi, il primo passo risulta essere quello di convocare in audizione nelle sedi adeguate gli amministratori uscenti e successivamente i potenziali soggetti che hanno le competenze e le abilità per ambire ad un ruolo all’interno del cda della società. Il dibattito va aperto in sede istituzionale ovvero nella commissione consiliare che si occupa di lavoro e attività economiche. E’ inconcepibile che abbia luogo esclusivamente sui giornali.

Per poter delineare una strategia che sia compresa dai consiglieri, ma ancora prima dai contribuenti, è doveroso analizzare le criticità che hanno portato all’impasse odierna e mettere nero su bianco le coordinate del cammino che si vuole seguire. La soluzione che propone il M5S è semplice. La strada maestra per affermare il valore aggiunto dell’Autonomia scorre sui binari della trasparenza e della pubblicità. Non sono gli assessori che finanziano il costoso meccanismo delle partecipate bensì i contribuenti. E’ quindi a loro che, con un consono livello di pubblicità, bisogna dimostrare come, perché ed a favore di chi vengono spesi i soldi di Trentino Sviluppo e con quali risultati.

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2 Comments

  1. manuela 22 gennaio 2014 at 16:54

    Anche x i dirigenti sarebbe utile e doveroso nonché equo selezione con un REGOLARE e Trasparente CONCORSO come i dipendente. ..

    • Fabrizio Osti 22 gennaio 2014 at 17:23

      concordo in pieno! sempre più orgoglioso di aver votato #m5s !!!

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