Riccardo Fraccaro

Breve storia dello studio Public Health sul TAV Brennero

censorshipLe realizzazioni del Tunnel di base del Brennero e delle tratte d’accesso sud avranno un impatto non prevedibile sulla qualità di vita delle persone lungo i rispettivi percorsi ferroviari. È compito prioritario delle istituzioni provinciali informare la popolazione e le amministrazioni locali in modo trasparente e completo. Diverse importanti informazioni in merito sono contenute in un ampio studio sull’impatto sulla salute, il Public Health, che dal 2004 fino ad aprile 2006 è stato elaborato, su incarico della società BBT SE, sotto la guida del professor Peter Lercher della Facoltà di medicina dell’Università di Innsbruck.

Tale studio doveva costituire una base di valutazione per i consulenti tecnici incaricati della verifica dell’impatto ambientale e fornire ai cittadini che abitano le zone lungo l’asse del Brennero importanti informazioni sulle conseguenze del traffico con e senza costruzione del tunnel di base del Brennero su salute, ambiente, sicurezza e mobilità. Questo studio è posseduto dalla società BBT SE, che è partecipata da RFI (Rete Ferroviaria Italiana), dalle Province di Trento, Bolzano e Verona.

Nel corso degli ultimi anni è stato chiesto di renderlo pubblico da diverse forze politiche:

  1. nel 2009 dai consiglieri provinciali di Bolzano Riccardo Dello Sbarba e Hans Heiss (Verdi);

  2. il 24/09/2013 dal deputato Riccardo Fraccaro (M5S);

  3. il 9/01/2014 dal senatore Francesco Palermo (SVP);

  4. il 9/01/2014 dal deputato Manfred Schullian (SVP);

  5. il 12/02/2014 dal consigliere provinciale Oswald Schiefer (SVP);

  6. il 29/01/2014 dai consiglieri provinciali Bottamedi, Degasperi e Koellenspergher (M5S) in seguito alla votazione del Consiglio provinciale di Trento del punto 4 della mozione n. 10/XV “Progetto di alta velocità ferroviaria del Brennero” presentata dal Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle in cui si impegnava l’assessore alle infrastrutture della PAT Mauro Gilmozzi a fornire e rendere pubblico lo studio seguita dall’ennesimo risposta negativa (Lettera dell’Ass. alle Infrastrutture e all’Ambiente Gilmozzi, 7 febbraio 2014).

Lo studio, realizzato con soldi pubblici e posseduto da una società interamente pubblica, è stato, nonostante tutte queste richieste fatte da rappresentanti eletti dal popolo italiano, tenuto sotto chiave.

Ultimamente si è sostenuta questa inaccettabile reticenza con l’argomento che lo studio è inattendibile ed inutilizzabile. In questo modo, Governo e BBT SE cercano di prendere tempo: così se da una parte negano lo studio, dall’altra, attraverso il commissario governativo per l’asse del Brennero Mauro Fabris, criticano se stessi definendo un errore tenerlo segreto.

Prima ancora di renderlo pubblico, Governo e BBT SE – nella nota inviata ai consiglieri regionali del M5S il 13 marzo – dicono che lo studio è infondato, inapplicabile, inattendibile e inutilizzabile:

a) sia perché alla fine del 2004 sono cambiate in Austria le norme che richiedevano questo tipo di studi socio-ambientali nell’ambito dei procedimenti di valutazione di impatto ambientale di progetti come quello della galleria di base;

b) sia perché sono intervenute nel progetto definitivo della galleria variazioni importanti che renderebbero ormai lo studio del 2006 fuori contesto.

Tali argomenti sono facilmente confutabili in quanto:

I) il progetto definitivo del traforo di base non è affatto così diverso dal progetto preliminare, perciò il primo motivo di diniego appare pretestuoso;

II) il cambiamento del quadro normativo austriaco ha riguardato un contesto territoriale e flussi di traffico rimasti inalterati anche dopo le nuove norme, e non ha tolto senso al lavoro di analisi e di valutazione del 2006, perciò anche il secondo motivo di diniego appare pretestuoso.

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