Riccardo Fraccaro BLOG

Newsletter 1 febbraio – 16 aprile 2017

Amiche e amici a 5 stelle,

l’avete notato? Dopo il fallimento della schiforma costituzionale e con i sondaggi che di settimana in settimana confermano la crescita del M5S, gli attacchi dei partiti si sono moltiplicati. Cercano in tutti i modi e con i pretesto più ridicoli di screditarci, ma tanto non serve a nulla. I fatti contano più dei proclami vuoti con cui gli affaristi della politica hanno campato per decenni alle spalle degli italiani e con cui adesso tentano vanamente di distruggerci: il M5S, alla prova dei fatti ha dimostrato di essere una vera forza di governo, concreta e costruttiva al lavoro con uno scopo soltanto, quello di riportare onestà e giustizia nelle istituzioni e amministrare nell’interesse della collettività. Personalmente sono sempre più orgoglioso di far parte di questo MoVimento: dai comuni, alle regioni, alle province autonome, fino in Parlamento, la nostra non è solo una proposta, ma una realtà di buongoverno che ha dimostrato di poter funzionare alla grande. Dicono che viviamo in rete, ma noi siamo una rete. Una rete civica, capillare di cittadini a 5 stelle, uniti dal sogno di cambiare in meglio questo Paese. È un cambiamento che avviene ogni giorno, dal basso, proprio per questo è solido e duraturo, perché siete voi gli artefici, con la vostra partecipazione, la vostra energia, le vostre idee, che io da portavoce sono fiero di portare avanti. Era questa l’idea originaria di Gianroberto Casaleggio, un comune cittadino come noi, che ha modellato la sua vita con l’obiettivo di migliorare la società e che anche adesso continua a ispirarci con la sua visione lucida e lungimirante.

La battaglia contro i vitalizi fa parte di questo cambiamento dal basso: in Trentino Alto Adige l’abbiamo raccolta dai comitati dei cittadini, indignati per le pensioni d’oro che un gruppetto di consiglieri regionali aveva vergognosamente deciso di autoassegnarsi, e l’abbiamo portata nei palazzi e in tribunale. Il principio che anche i politici debbano avere una #PensioneComeTutti lo abbiamo portato anche in Parlamento con una delibera che prevedeva di applicare ai parlamentari quella stessa legge Fornero che regola le pensioni degli italiani. Pensate che l’abbiano votata? Naturalmente no. Con un blitz in Ufficio di Presidenza i partiti hanno detto NO alla nostra proposta di abolizione dei vitalizi! Dopo tante promesse in campagna elettorale e dichiarazioni a favore di telecamera hanno gettato la maschera: #sitengonoilprivilegio, che scatterà il prossimo 15 settembre. A loro basta una legislatura per incassare la pensione già a 60 anni, agli italiani non bastano a volte neanche 40 anni di contributi. Per tentare di salvarsi la faccia, hanno spostato l’attenzione sui vitalizi pregressi: non per abolirli, certo, ma solo per chiedergli un eufemistico contributo di solidarietà. In pratica, tagliano 100 euro all’anno per tre anni a chi intasca 71 mila euro. E così pensano di aver risolto. Renzi aveva detto: “Evitiamo che a settembre scattino i vitalizi”. Il M5S lo ha proposto ma il Pd ha detto no. Questi sono i fatti: non fanno altro che prendere in giro i cittadini! Facciamoci sentire, denunciamo questa ennesima porcata di cui il PD è il primo responsabile. Noi gli staremo alle calcagna.

Sempre dal basso è partita anche la battaglia in Trentino Alto Adige per la trasparenza: dopo oltre un anno di segnalazioni e pressioni del M5S a tutti i livelli istituzionali, l’Autorità nazionale anticorruzione ha finalmente chiarito che le province di Trento e Bolzano non possono derogare in alcun modo alle norme statali in materia di anticorruzione. In questi mesi abbiamo sollevato più volte il fatto che nelle amministrazioni degli enti locali trentini ci sia un problema di trasparenza e abbiamo portato i casi dei comuni e delle comunità di valle fino in Parlamento con tre interrogazioni (4/119274/13281 e 5/10485) a cui il Governo non ha ancora risposto. Per la Provincia di Bolzano, invece, ho depositato nei giorni scorsi un’interpellanza, per garantire ai consiglieri provinciali lo svolgimento delle loro funzioni e l’esercizio del diritto di informazione. In abbinamento agli atti di sindacato ispettivo con i quali abbiamo interrogato il Governo e la Provincia, abbiamo segnalato all’Autorità nazionale anticorruzione una lunga serie di inadempienze e di irregolarità rispetto alle disposizioni di legge, allegando una puntuale e corposa documentazione. Siamo soddisfatti, ma la situazione rimane critica: non solo perché la Provincia di Trento ora deve fornire delle spiegazioni, ma anche perché il clima generale non pare favorire la cultura della trasparenza e della legalità. Esemplare il caso dell’amministrazione comunale di Levico Terme, che ha pensato bene di ricompensare l’impegno civico di un suo cittadino con una querela. Questo fa capire come ci sia ancora molto lavoro da fare: il controllo diffuso è una pratica sollecitata dalla stessa legge nazionale per prevenire i fenomeni di corruzione all’interno delle amministrazioni pubbliche, che non sono realtà infallibili e intoccabili. In questo senso, i cittadini non vanno visti come una minaccia, ma come una risorsa da valorizzare e allo stesso modo la nostra Autonomia non deve diventare il paravento per un’amministrazione opaca, ma l’occasione per una trasparenza ancora maggiore, da esportare con orgoglio in tutto il Paese.

Un altro esempio forte di politica dal basso e di partecipazione popolare l’abbiamo vista a Mori, dove cittadini di diversi schieramenti e forze politiche hanno fatto fronte comune contro la realizzazione del vallotomo. L’ennesima opera colossale, che ha distrutto il paesaggio agricolo delle Fratte, senza peraltro offrire le millantate garanzie di sicurezza che ne avevano determinato la costruzione in regime di somma urgenza. Quanto successo a Mori dimostra che la politica dei partiti, anche nella piccola realtà di un comune dove tutti si conoscono, ha perso completamente il contatto con i cittadini e con la realtà: un’intera borgata è stata militarizzata, ogni richiesta di coinvolgimento, ogni tentativo di trovare una soluzione condivisa sono stati ignorati o soffocati.

La volontà popolare viene costantemente calpestata, è così sia a livello locale che nazionale: i partiti hanno intascato complessivamente ben 3 miliardi di euro di finanziamento pubblico, quello che dal 1993 i cittadini avevano abolito con un referendum. Una colossale rapina che ha prosciugato le risorse collettive per riempire i forzieri della casta, senza alcun controllo di regolarità e conformità dei bilanci. Ecco perché il decreto Milleproroghe lo abbiamo ribattezzato Milleschifezze!

Non hanno più alcun pudore e lo dimostra anche lo scandalo Consip, emerso grazie al fondamentale strumento di indagine delle intercettazioni, che ha scoperchiato il verminaio della corruzione annidato fin dentro le istituzioni. Nell’inchiesta sulle mazzette nel più grande appalto pubblico d’Europa sono coinvolti Luca Lotti, Tiziano Renzi e il finanziatore renziano Alfredo Romeo. Uno scandalo che sta travolgendo il Pd e il giglio magico di Renzi, per questo il Governo è corso ai ripari. Con il ddl penale, su cui ha messo la fiducia, vengono colpite proprio le intercettazioni anzitutto tagliando di 80 milioni i fondi destinati, ma leggete un po’: il Governo ha addirittura previsto il carcere fino a 4 anni per chi diffonde riprese audio o registrazioni di conversazioni, anche telefoniche, svolte di nascosto. Mani legate ai magistrati, bastoni tra le ruote alle indagini e bavaglio a chi fa informazione: un regalo con i fiocchi ai corrotti.

I partiti e i centri di potere che li appoggiano non si fanno scrupoli e a rimetterci sono sempre i cittadini. Bisogna leggere bene tra le righe di ogni proposta e di ogni argomentazione, perché in qualche modo cercano sempre di fregare i più deboli, magari riuscendo anche a farvi credere che stanno lavorando nell’interesse della collettività. Prendiamo, ad esempio, la proposta di legge dell’SVP a tutela dei ladini: a parole un intervento per estendere i diritti di questa minoranza linguistica, ma nei fatti si tratta di un pretesto per confezionare una legge elettorale su misura per l’SVP. Una manovra inaccettabile che abbiamo stigmatizzato e cercato di contrastare con una mozione (link qui) in Consiglio regionale e una interrogazione parlamentare. Renzi ha fatto scuola: anche l’SVP cerca di farsi una legge elettorale su misura con la formula: meno voti, ma stesso numero di seggi. Interessi che peraltro – ma questo è un trascurabile dettaglio per la Stella Alpina – sono contrari a quelli dei gruppi ladino (che la pdl per sommo paradosso vorrebbe tutelare) e italiano. Alfreider, annacquando il principio del sistema proporzionale puro, apre le porte alla possibilità di introdurre nella legge elettorale premi di maggioranza, soglie di sbarramento e altri meccanismi che vanno a premiare i più forti a scapito delle minoranze.

Questi giorni, però, sono stati coronati anche da una straordinaria vittoria: ditelo ai vostri parenti, agli amici, ai vicini di casa, che grazie al M5S non pagheranno più la scandalosa assicurazione dei deputati. La polizza che copre gli onorevoli per i danni subiti in stato di ebbrezza, le punture di insetto e le sommosse popolari è stata al centro delle nostre denunce e delle nostre lotte parlamentari. Più volte abbiamo proposto di eliminare questo scandaloso privilegio a spese della collettività, trovando sempre l’opposizione del PD e degli altri partiti. Abbiamo chiesto di fare rete e aiutarci ad esercitare pressione a tutti i cittadini, che si sono mobilitati in modo straordinario contro questa vergogna. Il nostro impegno ha dato i suoi frutti: l’Ufficio di Presidenza, poco prima di iniziare la discussione preliminare del bilancio della Camera, ha deliberato la cancellazione di questa voce a carico dei cittadini. Si tratta di 350mila euro ogni anno che verranno risparmiati grazie al MoVimento 5 Stelle e ai cittadini che non si sono arresi di fronte al sistema partitocratico. Grazie a tutti per aver diffuso la nostra denuncia e creato consapevolezza: è ciò che i partiti più temono.

Mentre i partiti sono sempre più impegnati a escogitare stratagemmi per irretire la stampa e gli elettori, il M5S lavora in silenzio non solo per mandare a casa per sempre questa accozzaglia di malandrini, ma soprattutto per mettere le fondamenta dell’Italia a 5 stelle. La nostra rivoluzione gentile è iniziata, giorno dopo giorno e un passo alla volta stiamo restituendo ai cittadini quella democrazia che i partiti calpestano da decenni per alimentare il proprio sistema di potere. Per questo introduciamo la democrazia diretta nelle amministrazioni che guidiamo, lo abbiamo fatto anche a Roma con le delibere di modifica dello Statuto: petizioni on line per consentire ai cittadini di presentare delle proposte, bilancio partecipativo per fare in modo che sia la democrazia a governare i processi economici e referendum propositivo, abrogativo e consultivo senza quorum per rimettere al voto popolare le istanze condivise. È la nostra #Roma5Stelle! Un momento storico che manda in cortocircuito la partitocrazia, con figuracce clamorose da parte del PD. Così Roma passa da Mafia capitale a Capitale della democrazia.

Questa è la realtà dei comuni, grandi e piccoli, guidati dal M5S: da Roma a Mira, da Torino a Livorno. Il Comune di Mira ha messo in atto politiche di bilancio equilibrate e responsabili che hanno consentito di tagliare del 25% il debito: si tratta di ben 5 milioni di euro in meno di mutui da estinguere! A Livorno, invece, l’Operazione Pratino consentirà di smantellare il vecchio inceneritore e realizzare al suo posto un prato all’inglese. Un risultato a 5 Stelle, possibile grazie all’opera di risanamento di Aamps portata avanti dalla Giunta guidata da Filippo Nogarin. Il Pd ci accusava di non saper governare. Oggi, grazie all’azione amministrativa del M5S, i risultati sono una sensibile riduzione dei costi e l’avvio per Aamps di un percorso di politiche sostenibili. Ecco cosa accade quando governano i cittadini, questa è l’Italia a 5 Stelle. Governare significa pensare al domani. Noi non ipotechiamo il futuro di chi ci sarà dopo di noi, ma anzi lasciamo città più verdi e con meno debiti di quanti ne abbiamo trovati. Ci informiamo e studiamo soluzioni per un Paese che sia davvero più giusto e più pulito, perché democrazia significa anche costruire un futuro verde e rinnovabile. Le soluzioni ci sono e funzionano, l’esempio della Danimarca, dove mi sono recato di persona a marzo, lo dimostra. Questo Paese sta per raggiungere il record del 100% di energia da fonti rinnovabili, grazie ad un piano energetico al 2050, proprio come il MoVimento 5 Stelle. Diciamo basta ai combustibili fossili, ma soprattutto diciamo basta a questa politica fossile e affarista

Possiamo cambiarlo questo Paese, lo stiamo già facendo. Pensate a quando saremo al governo e ai progetti meravigliosi che potremo realizzare assieme.

Buona Pasqua di rinascita a voi e alle vostre famiglie… a riveder le stelle!

Riccardo

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